La sesta indagine annuale “State of Software-Defined Storage, Hyperconverged and Cloud Storage” di DataCore...



Articolo di cyncarta in data 07-06-2017

...rivela principali motivazioni, delusioni tecnologiche e false partenze

Il Software-Defined Storage guida gli investimenti 2017, mentre su infrastrutture iper-convergenti, flash e altre tecnologie di cui molto si parla arrivano informazioni sorprendenti

FORT LAUDERDALE, Fla., 5 giugno 2017 – DataCore, azienda leader nella fornitura di soluzioni di Software-Defined Storage e Infrastruttura Iper-convergente basate sulla tecnologia Adaptive Parallel I/O, ha annunciato i risultati della sua sesta indagine annuale, pensata per analizzare l’impatto delle grandi installazioni di storage guidato dal software realizzate nel mondo. Dal sondaggio emergono le aspettative positive, le delusioni e le esperienze di 426 professionisti IT che stanno utilizzando o valutando il software-defined storage e lo storage iper-convergente o cloud per vincere le sfide critiche nello storage dei dati. I risultati contengono sorprendenti intuizioni maturate in industrie dei più disparati settori e con una vasta gamma di carichi di lavoro.

L’indagine ha esaminato i livelli di spesa in tecnologia, compresi il software-defined storage, la tecnologia flash, lo storage iper-convergente, lo storage in cloud privata e lo storage OpenStack. Il software-defined storage si è posizionato al primo posto nella spesa 2017, con il 16% degli intervistati che ha affermato che rappresenta tra l’11 e il 25 per cento del budget allocato per lo storage e con il 13% che dichiara una quota superiore (il valore più elevato tra tutte le categorie prese in esame). Un po’ a sorpresa, i risultati mostrano che per tecnologie di cui molto si parla, come lo storage OpenStack, nel 2017 sono stati previsti fondi limitati, con il 70% degli intervistati che ha risposto “non applicabile”.

Il report rivela anche quali sono i motivi che portano all’implementazione del software-defined storage. I principali sono:
• per semplificare la gestione di modelli di storage diversi: 55%;
• per rendere l’infrastruttura a prova di futuro: 53%;
• per evitare gli obblighi imposti dai produttori di storage: 52%;
• per allungare la vita utile degli asset di storage esistenti: 47%.

Solo il 6% degli intervistati ha affermato di non prendere in considerazione il passaggio al software-defined storage.

A una delle domande più interessanti - “Quale delusione o falsa partenza avete riscontrato nella vostra infrastruttura di storage?” - le prime tre risposte sono state queste:
1. lo storage cloud non ha ridotto i costi: 31%;
2. la gestione dello storage a oggetti è difficile: 29%;
3. la flash non ha aumentato la velocità delle applicazioni: 16%.

Degno di nota è anche il fatto che i due principali ambienti nei quali gli intervistati ritengono di dover affrontare le sfide più difficili in termini di prestazioni sono i database e le applicazioni enterprise (ERP, CRM e così via). L’esigenza di database e analisi dei dati più veloci sta alla base delle tecnologie che ottimizzano le prestazioni e che sono in grado di dare risposte in tempo reale. Tutto questo è critico per raccogliere le indispensabili informazioni aziendali e per abilitare tecnologie come l’Internet of Thing. Per questo, molti ritengono che le attuali tecnologie progettate per accelerare le prestazioni e diminuire la latenza portino con sé anche significativi disservizi applicativi, maggiore complessità e costi più elevati.

Tra le altre evidenze emerse dalla sesta edizione dell’indagine annuale di DataCore ci sono:

• Un’occhiata allo stato attuale dell’infrastruttura iper-convergente, compresi numeri più bassi del previsto in termini di installazioni. La maggioranza degli intervistati ha dichiarato di non considerare per nulla l’iper-convergenza (33%) o di averla presa seriamente in considerazione ma di non averla ancora adottata (34%); il 20% ha detto di averla implementata con pochi nodi; il 7% di essere in fase di adozione avanzata; e solo il 6% dichiara di averla scelta come standard.

• Nonostante la tecnologia flash sia ormai ampiamente diffusa, solo un piccolo numero di intervistati sostiene di impiegarla per grandi capienze di storage. Circa il 60 per cento degli interpellati afferma di avere assegnato alla flash tra il 10% e il 20% della capienza totale.

• Guardando alle applicazioni ritenute pronte per un’infrastruttura cloud ibrida, le principali tipologie di applicazioni che gli utenti desiderano spostare su un’infrastruttura cloud pubblica o ibrida sono quelle enterprise (per esempio SalesForce) per il 33%; quelle per le analisi dei dati per il 22%; e i database per il 21%.

Il report completo, che contiene altre informazioni su software-defined storage, storage iper-convergente, storage cloud e tecnologie correlate, è disponibile all’indirizzo http://info.datacore.com/sixth-annual-market-survey.

L’indagine “State of Software-Defined Storage, Hyperconverged and Cloud Storage” di DataCore è stata realizzata tra la fine del 2016 e aprile 2017. Gli intervistati appartengono a diversi gruppi di organizzazioni, sia in termini di dimensioni che di settore, e hanno fornito importanti informazioni statisticamente significative sulla somiglianza delle esigenze legate allo storage guidato dal software in un’ampia gamma di ambienti IT. I partecipanti provengono da Nord America, Sud America, Europa, Asia, Africa, Medio Oriente, Australia e Nuova Zelanda, coprendo settori verticali che vanno dai servizi finanziari alla sanità, dalla pubblica amministrazione al manufacturing, dall’istruzione ai servizi IT e tutti i settori correlati. Il 44 per cento degli interpellati arriva da organizzazioni con meno di 500 dipendenti, il 37% da strutture con un numero di impiegati compreso tra 500 e 5.000 e il 19% da organizzazioni con oltre 5.000 persone.


Informazioni su DataCore
DataCore è un’azienda leader nella fornitura di soluzioni di Software-Defined Storage e di infrastruttura iper-convergente basate sulla tecnologia Adaptive Parallel I/O, che offrono prestazioni più elevate, maggiore produttività con i carichi di lavoro applicativi e risparmi sui costi. DataCore sfrutta i progressi del multi-core e la convenienza delle piattaforme server x86 pre-configurate per superare il principale problema del settore IT: il collo di bottiglia nell’I/O. Grazie a DataCore, i clienti si avvantaggiano di tempi di risposta delle applicazioni più rapidi e di costi più bassi, sfruttando completamente tutte le risorse di calcolo per moltiplicare la produttività. SANsymphony™, prodotto di software-defined storage, riunisce in pool tutto lo storage, anche in presenza di differenze e incompatibilità tra i vari marchi, modelli e generazioni di sistemi. Per automatizzare la gestione e semplificare l’infrastruttura, il software può estendersi a luoghi e dispositivi diversi, portando sotto il suo controllo un set comune di servizi dati utilizzabile in tutta l’impresa. Il software DataCore Hyper-converged Virtual SAN offre analoghi servizi utilizzando lo storage interno o direttamente collegato distribuito tra i server fisici o virtuali di un cluster.
L’azienda è a capitale privato sin dalla sua fondazione, nel 1998, e oggi è presente con installazioni in oltre 10.000 siti di tutto il mondo. Le soluzioni DataCore sono disponibili anche come appliance pronte all’uso offerte da produttori hardware come Lenovo. Maggiori informazioni sono disponibili all’indirizzo http://www.datacore.com.
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